Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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lunedì, 06 ottobre 2008

Un simpatico fine settimana sulla tazza del cesso..

Esorcista_vomito

I ritmi di vita moderni ti impongono di concentrare le tue aspettative di gioia e godimento in particolarisimi e ben definiti momenti della settimana:

- dalle 18.30 alle 21 di ogni giorno quando ti rechi nei centri commerciali a "comprare un po' di felicità"...

- il venerdì e il sabato sera quando devi esaurire e risolvere ogni tuo problema...

- SEMPRE e IMPROVVISAMENTE se lavori nel mio ufficio..

Poi ti resta la domenica per fare un bilancio.

Il mio bilancio, ieri, l'ho fatto con la faccia nella tazza del cesso!
Ma non perchè sto collaborando all'esperimento sui bosoni svizzeri e gli serviva uno che li andasse a cercare nelle maioliche della ideal standard.
Non ho ancora capito dove, ma dovrei essermi beccato un virus.

Andiamo in fila con il bilancio.

MERCOLEDI' sono al pranzo dei "raccoglitori dell'uva", pranzo offerto da azienda vinicola di Anzola e al quale partecipiamo perchè il CAPO aveva detto che saremmo andati a raccogliere anche se poi non ci siamo andati.
Età media 75 anni. Si parla solo il dialetto.
Oca, lo zitellone di 85 anni, viene preso in mezzo da tutti:
"Oca, ma è vero che il tuo catenaccio è praticamente nuovo??"
"Ma cosa dite!! non ve l'ho mai raccontata di quella volta che Gigi mi ha chiesto se potevo ospitare sua moglie che lui andava a caccia? Era inverno, faceva proprio freddo. Io a casa ho due letti, e le ho detto di non stare a disfarne due, ma che poteva dormire con me che così ci facevamo caldo assieme.."
Questa storia, in due ore, l'ho sentita 15 volte con numerose varianti e precisazioni.
Fatto sta che non s'è capito se Oca, il catenaccio, con la sposa, l'ha usato o no!

Sempre al pranzo c'è pure la cuoca Teresina, un condensato di 145 cm di tette e occhiali, che viene a servirci tenendo la sigaretta accesa di sbieco tra le labbra.
Ha un tono di voce simile ad un carburatore sporco e nella goliardia della giornata, ogni volta che si allunga per spadellare un po' di tagliolini, qualcuno le palpa il culo o le spreme una tetta.
Lei si divincola abile e avvezza al che qualcuno le dice: "Teresina, ma perchè non ci stai?"
e lei: "Io lascio la finestra aperta tute le sere, ma non viene mai nessuno!".
"Per forza Teresina non veniamo.. se poi resti incinta?"
"Potete fare quel cazzo che volete, ma tanto io incinta non ci rimango.."
Grasse risate.
Tutto in dialetto stretto.

GIOVEDI' vengo invitato da CIP e CIOP, quelle dei pranzi cimiteriali, ad un convivio a base di spaghetti, formaggio, pastarelle e acqua del sindaco.
Non so quale sia stato il problema, ma la mattina dopo tutti i convenuti avevano avuto problemi notturni.

VENERDI' sera vengo intrattenuto dal CAPO a fare un aperitivo in ufficio con lui e alcuni suoi tristissimi amici.
"Ci facciamo una bicicletta? dai, ho imparato a farla quando lavoravo al ristorante.. sentirete che bontà!"
Chissà che genialità o che abilità innate ci vogliono per mescolare mezzo Campari con un dito di succo di arance rosse (già scaduto da mesi), fato sta che ci sorbiamo sto sciroppone e relativi ed infiniti bis perchè "dai che il succo vuole finito che se no scade..".

Il SABATO lo passo fino alle 17.15 in pigiama in giro per casa poi decido di uscire, faccio un salto al MORTADELLA DAY, mi schifo nel vedere che friggevano tutto, panando a momenti anche i bicchieri di vino, e me ne torno a casa.
In serata prendiamo due pere dall'INTER.

Per la DOMENICA mattina avevo dato la mia adesione a partecipare alla commemorazione per la strage di Monte Sole.
Prendiamo un pullman al volo alle 8.00 guidato da un autista che sembra Jonny Glamour, ci lasciamo affabulare dai racconti di un ex-partigiano che ci mostra delle fialette rotte. A me sembrano quelle che sua moglie usa per la tinta azzurrina, ma lui ci dice che le ha trovate nei boschi di Vergato e che contenevano le droghe usate da chi faceva i rastrellamenti.
Facciamo le facce ammirate ma quando iniziamo a disquisire sul fatto che anche in Vietnam gli americani hanno sperimentato droghe, il partigiano si dilegua frettoloso e incurante del fatto che non avevamo ancora finito di raccontare.

Arrivati a Marzabotto facciamo colazione, altre chiacchiere, ci piazziamo al sole e inizio a star male.
Non riesco a star fermo.
Gran ribollimento nelle carni.
Ci fanno pure un'intervista, una scuola di cinema di Prato, e la signorina è assai carina e ben disposta.
Vorrei chiederle come hanno risolto i problemi coi cinesi e con le prostitute che la danno a 3 euro e ammazzano il mercato, ma sto così male che non dico un cazzo e lascio parlare Scaglia.
Poi penso che sia meglio così, perchè metti caso che le piaccia, chi ci va a morosa fino a Prato che a me scocciava anche andare in centro a Bologna?
Pensieri da delirio tremens.

Al rientro mi sgonfio sul cesso.

Questa settimana solo semolino e mela cotta.
postato da: taxxo alle ore 10:07 | link | commenti (8)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
martedì, 16 settembre 2008

La isla bonita?

ventura magnini

Oggi non è solo il compleanno dell'AIOLA (tantissimi auguri), è anche il day-after alla nuova edizione dell'ISOLA iniziata ieri sera dalle spiagge dell'Honduras.

Poche le novità per un format ormai collaudato:

- per il secondo anno di seguito i VIP saranno affiancati da COMMON PEOPLE (i NON famosi)

- Filippo Magnini (utile come un palo nel culo), nuotatore uscente dalle delusioni pechinesi, sostituisce, quale inviato dall'isola, i predecessori Caputi Massimo (dove è finito? è diventato punkabbestia?), Brosio e Dj Francesco.

- non c'è quasi distinzione tra i due gruppi, famosi e non

E qui rispolveriamo l'annoso dilemma che ci assale ad ogni edizione: "ma per essere definito VIP, cosa bisogna fare?"

Vabbè, almeno in studio la qualità degli opinionisti è elevatissima.
Luca Giurato e Mara Venier, persone dalle quali vorrei conoscere opinioni su tutto, sono presenti e attivamente impegnati a commentare ogni sfumatura del programma.
Giurato, ovviamente, nei fuori onda riesce a cadere per terra almeno tre volte.

Avremmo voluto lui sull'isola, invece:

GIUCAS CASELLA

Paragnosta e mago illusionista: questo recita il suo curriculum.
In realtà, negli ultimi anni, vuoi l'avanzare dell'età, vuoi la ricerca di novità, dalle passeggiate sulle braci al grido di CHANGE CHANGE CHANGE, è passato all'ipnosi delle galline che stordiva con l'alito, ne sono certo, e risvegliava a scossoni.
L'uomo che sfidava la natura e la resistenza del proprio fisico riuscendo a trattenere il fiato per svariati minuti seppellito sotto terra o resistendo al freddo immergendosi nel ghiaccio, ieri ha rischiato l'annegamento, con giubetto di salvataggio, in appena 50 cm di acqua di mare.
L'ho visto stordito quasi più del mitico Giurato.
Si riprende nella prova del fuoco: farsi phoonare addosso da una fiamma viva fino all'ustione.
Giucas miglior tempo.
Ma non ha più le ciglia.

ANTONIO CABRINI
L'ex Bell'Antonio, imbolsito e invecchiato, vede un frusto e ritrito filmato su alcune sue antiche gesta e si scatena in una inconcludente e poco lucida polemica sul calcio moderno e le lobby che lo escludono dalle panchine che contano.
Valà Antonio, pensa alla vacanza, alla dieta, ai capelli e basta con sto calcio.
Vai al CEPU e ricomincia da capo.

MASSIMO CIAVARRO
Con un salto temporale di 25 anni , direttamente dalle bianche sabbie di Forte dei Marmi a quelle dell'Honduras, torna il riccioluto svampito che ha fatto sognare più di una generazione di giovini romantiche.
Ormai è un antico ricordo di quello che fu: barba lunga, capello paglia e fieno (o sale e pepe, come preferite), volto cotto dal sole.
Sembra una sobria controfigura di Beppe Grillo.
Non lo vedremo di certo tacchinare con Eleonora Giorgi o scambiare tranci di pizza fredda con Gianni e Selvaggia ma, taciturno e concreto, la sua esperienza di coltivatore diretto eviterà di scambiare bacche velenose per frutti prelibati (vedi vecchie edizioni).

GIUSEPPE LAGO
Prodotto d.o.p. di MARIA DE FILIPPI, lui sulla carta di identità c'ha scritto TRONISTA.
Con il Q.I. di un bonobo castrato, è l'unico che si fa rispiegare tre volte la sequenza delle nomination, procedura che aveva capito pure il bidello di Bologna (tra i "non famosi") e si candida a leader con poche idee e molto confuse.

BELEN RODRIGUES - VERIDIANA MAILLMAN
Ignoro chi sia la prima e conosco molto poco della seconda.
Ipotizzo siano due che hanno scossato un po' il culo in tv e che, avendo maturato un certo apprezzamento, si siano meritate di partecipare tra i presunti VIPS.
Vedremo.

FLAVIA VENTO
Ne ha fatta di strada da sotto il tavolo di mammucari fino alle bianche sabbie del centro america.
Ignoro, però, il perchè c'è riuscita!
Suppongo che la sua presenza serva solo ed unicamente a non far perdere l'abitudine a GIUCAS ad ipnotizzare le galline.

MICHI GIOIA
Una mattina passata su internet a cercare di sedare la mia ignoranza non è bastata.
Chi cazzo è Michi Gioia?
Io conosco Bella gioia, simpatico epiteto delle mie parti...
Conosco Gioia, la rivista, ma non credo faccia Michi di nome..
In pratica la cara Michi dovrebbe essere una scrittrice ed opinionista con alcune partecipazioni dal Cucuzza.
Dicono serva a dare un ritocco al lato culturale del programma.
Non sapevo ci fosse un lato culturale in una trasmissione che rappresenta 10 milionari panzoni abbrustoliti e mangiati dalle zanzare che si litigano un pugno di riso.
Quest'anno, grazie alla Gioia, finalmente lo scopriremo.

VLADIMIRO GUADAGNO (Luxuria)

Sai che palle fare l'extra-parlamentare.
Molto meglio mantenere un profilo basso e partecipare alla prova del fuoco dell'Isola dei famosi. Bertinotti le prova tutte: parlatene bene, parlatene male, ma parlatene!
Vladimir è un osso duro, sarà un gran cagacazzo.
Mai avrei immaginato, quando lo conobbi e mi strinse la mano con la sua manicure fresca e la manina a pesce morto, che sarebbe stato in grado di affrontare prove ardue e al limite della sopravvivenza.
Dallo studio si sprecano le battute: "Peggio l'isola o la giungla del parlamento?"
Molto peggio lavorare, te lo assicuro!

LEONARDO TUMIOTTO
Questo nuotatore professionista sta all'Isola quanto ci stanno le carissime BELEN e VERIDIANA.
Si vede che dovevano coprire il buco e lui è un grande amico di quel pesce fuor d'acqua di Magnini (impegnato come inviato).

E qui finiscono i VIPS.
Poi ci sono i simpaticissimi COMMON PEOPLE, i NON famosi:

SONIA BORGONOVO
La donna muratore che lascia 4 figli a casa, un'impresa edile e le bollette nel vasetto dal quale, una volta al mese, sorteggia l'unica da pagare.
Una storia da piccola fiammiferaia tanto per non distaccarsi dalla realtà e non dimenticare che c'è gente anche più disperata di un VIP dimenticato.
Quanto moralismo fuoriluogo.

DANIELE BRESSAN
Il play-boy magazziniere P.R. da discuteca.
L'immancabile anzianotti di ogni edizione.

CARLO CAPPONI
Ritengo che ci darà grandi soddisfazioni questo "ex bidello" laureato in storia dell'arte che fa il custode presso l'università di Bologna.
Veramente nostrano.
A prima vista premiamo la tinta alla Vianello, le battute un po' sboccate e un presunto orientamento LUXURIOSO.

ALESSANDRO DEGIUSEPPE
Il mastrolindo con la fissa del pettinare i tappeti e mantenere l'altezza delle tapparelle allo stesso livello.
Bamboccione 37enne, ho la certezza che all'Isola lo abbia mandato la mamma giusto per toglierselo dalle palle.
Lui è il super rompicoglioni.

ALESSANDRO FELIU'
Lo skipper 21enne napoletano con gli occhi color del cielo.
Anonimo

MARIANGELA MANISCALCO
Studetessa universitaria di 158 cm di altezza sul livello del mare.

CHIARA ZAFFONI
Infermiera.
La produzione auspicherà l'ennesimo caso di malasanità che vedrà la cara CHIARA intenta in una caliente fellatio televisiva con conseguente rischio di radiazione dall'albo professionale?
Se la fa al bidello bolognese, SANTA SUBITO.
attendiamo la prova costume.
postato da: taxxo alle ore 11:42 | link | commenti (10)
categorie: recensioni, various
martedì, 02 settembre 2008

Come mai, come mai, sempre in culo agli operai!

cellulare-nel-cesso

Stamattina arrivo in ufficio, appoggio la roba sul tavolo e mi rassegno al solito rito del caffè col CAPO che spesso si dilata tra le 8.20 e le 10.00 perchè mi deve raccontare se ha dormito col culo scoperto, se ha caricato la negra all'angolo, se ha usufruito di aiuti chimici, ecc. ecc.
In pratica mi deve obbligatoriamente rendere partecipe (ed io devo pure fingere entusiasmo) su tutto quello che gli è capitato nelle 10 ore chje ci hanno tenuto lontani.

Se torno a nascere o faccio l'omino che si ascolta i confessionali del grande fratello oppure faccio il prete.
Oppure voglio far domanda per fare la cassiera nelle macellerie o la signora che raccoglie gli spicci col piattino fuori dai cessi dell'autogrill.
La mia solita indecisione cronica.

Invece, appoggiati i miei stracci, vengo aggredito da questo:

"Ho fatto un DISASTRO!! ieri sera ho fatto tardino - tipo le 12.18 (la precisione dell'ingegnere) - ed ero in banana perchè ero stato con mia figlia a mangiare la pasta al chilo in un pub... l'ho vista serena sai? sono prioprio contento.. però ho dormito male, chissà perchè! cazzo se sono in ritardo. Dai, tira giù il caffè che io intanto piscio e risparmiamo tempo.... comunque, dicevo, sai quel pub la al ponte lungo? si, si, quello col giardino fuori... ah ah ah fanno un chilo di pasta condita come vuoi te e via andare. INCREDIBILE..."

Metà del discorso me lo fa pisciando con la porta aperta con sottofondo di scarichi organici e l'altra metà picchiettandomi sulla spalla con la stessa manina che prima aveva manovrato il "getto dell'idrante" e che non è stata lavata ma semplicemente "spazzata" sui jeans.

Oltretutto io non ci vedo nessun DISASTRO in uno che si stupisce di aver mangiato la pasta in un pub.
Anche se lui stesso si stupì del fatto che nel 2007 aveva scoperto le pizzerie d'asporto: "Ma lo sai che ci sono delle pizzerie che te la portano a casa se telefoni????"
"Ma va???? sei sicuro?"

Poi continua succhiandosi il caffè che gli ho servito:

".. in pratica ieri sera sono andato a letto che erano le 1.05, ma alle 3.00 ero già sveglio.. così mi sono vestito e sono andato in bagno, TIRO L'ACQUA e zacccc, dal taschino della camicia mi cade il cellulare direttamente nel cesso... - e nel dirlo mi allunga un cellulare grondante - solo che adesso non si accende più...  "

Osservo perplesso e tibubante a prendere in mano una roba che non so bene di che razza di liquido sia imbevuta.
Perchè a me quel TIRO L'ACQUA, sottolineato, mi puzza come quando una donna ti dice: "siamo usciti si, ma non abbiamo scopato!" detto senza che nessuno lo abbia chiesto e senza che loro sappiano se mi interessa o meno mantenere una certa parvenza virginale da IO C'HO SCOPATO E GLI HO DATO PURE IL CULO, MA NON VORREI MAI CHE TI FACESSI UNA CATTIVA IMPRESSIONE.

In pratica se uno ti sottolinea una roba che poteva omettere, è perchè quella cosa l'ha fatta (nel nostro caso, purtroppo invece, NON l'ha fatta).

C'è anche da dire che il CAPO è in fissa per le coglionate da Ingegnere NERD tra cui le camicie col taschino per avere sempre sotto mano le penne, i portamina, trecento biglietti da visita, le buste della posta e per tenerci il cellulare.
Poi a te fa il pistolotto perchè il cellulare andrebbe tenuto lontano dal cuore per evitare aritmie e altre patologie che ha letto forse sul carlino salute.
Ma tu non sei ingegnere, quindi non hai la capacità di difenderte te stesso dalle stesse stronzate che dici.

Fatto sta che adesso, senza il suo cellulare, è come se l'anonima sequestri, per il suo commercio di organi, gli avesse tolto un rene e lo avesse lasciato in un fosso.

Ancora col cellulare grondante, a questo punto con certezza, di PISCIO, mi dice:

"E adesso?"
"Intanto andrebbe asciugato.." aggingo schifato.
"Si, si... ma tanto non va più"
Vista la sicurezza, si vede che all'esame CELLULARI FINITI NELLO SCARICO, lui aveva preso 30 e lode.

"Non è che c'è un posto dove li aggiustano? poi magari gli diciamo che è finito nella vasca da bagno.. casomai gli dici che sei stato tu. Sai la figuraccia che ci faccio se gli dico che sono stato io che sono ingegnere!"

E' risaputo che un ingegnere NON fa coglionate.

Ho sentito anche questa...
Possiamo solo sperare che gli scienziati di Ginevra aprano il loro buco nero proprio attorno a Borgo e questo risucchi definitivamente l'ufficio, il suo contenuto e i suoi abitanti verso una nuova dimensione e nuove esilaranti avventure.
postato da: taxxo alle ore 10:06 | link | commenti (15)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
giovedì, 31 luglio 2008

L'officina autorizzata

officina
Oggi dovevo fare il tagliando alla macchina.
L'officina è a qualche chilometro dal mio ufficio così decido, per non scomodare nessuno, di caricarmi la bici, lasciare la macchina e andare in ufficio in bicicletta.
Tutto ok.

Mi presento alle ore 8.00 davanti all'officina.
Parcheggio.
Scarico la bici.
La rimonto.
Mi metto in fila: c'è gente che è li all'accettazione da 40 minuti!!!!
Mi siedo.
Pace.

La fauna media è il pensionato che potrebbe portare la macchina a QUALSIASI ora ma che visto che il tagliando annuale dell'ammiraglia che fa COOP-Casa-BAR è l'unico brivido rimastogli, si presenta due ore prima dell'apertura!
Poi c'è qualche giovine operaio smanettone che chiede l'installazione di chilowatt su chilowatt di potenza audio per l'impianto dell'autoradio e il classico coglione giacca/cravatta/culo secco che si presenta col babbo ultra ottantenne, lo prende a pesci in faccia perchè non ha capito dove deve stare (NO LI!!!, più in la!!) e poi per 30 minuti parla di una spia che secondo il meccanico manco esiste.

Poi c'è un altro soggetto:

"Me sgusa?"
"Dica"
"Ma gui ndo cazzo siamo?"
"Casalecchio di reno"
"E' Bologna o Modena?"
"Bologna, Bologna"
"Sa, so de Milano e sto ndando a portar la famigl a' mare.. poi me se rott a machina!"
"Che sfiga"
"Lo dic a me?"

Il soggetto, che ovviamente mi si siede vicino, è un omone di 190 cm per 130 chili.
Suda a bestia.
E' immancabilmente vestito da vacanza, come se per chi parte per le ferie ci fosse l'obbligo di indossare una divisa: maglietta colorata, pantaloncino con le tasche, gambe bianco latte con alopecia localizzata da sfregamento di calzino, calzino corto blu scuro, saldalo, marsupio a tracolla, barba di tre giorni!
L'abbigliamento è stonato su un ultra cinquantenne di quel tipo.
Forse lo sarebbe su chiunque.
A lui han detto che è l'abbigliamento giusto per sentirsi a suo agio.
Non so se lo pensa pure lui, ma in realtà sembra un clown.

Mi ricorda terribilmente mio padre quando ingrassò come un maiale dopo che smise di fumare e si rifece il guardaroba all'oviesse.
Adesso va in giro vestito come un Jovanotti prima maniera.
L'unica differenza è che mio padre crede che il RAP sia la sigla di una nuova cassa di Risparmio dell'Appennino.

Dopo 20 minuti di attesa, viene il turno dell'omone.

"la mii machina ha nu prubblem."
"E dove l'ha parcheggiata" chiede l'addetto all'accettazione
"Li fuor.. e dentr ci so mi socera mia mogl e la piccola"
"Le faccia scendere e accomodare qui che c'è l'aria condizionata.. intanto noi controlliamo l'auto e appena possibile la facciamo ripartire!"
"Nun poss mica far scender la socera.." continua il nostro nell'inequivocabile accento "milanese".
"E perchè no?"
"c'abbiam mess du ore a farla salir!"

Ed in effetti, ripensandoci, avevo notato una macchina blu scuro con alcuni piedi che spuntavano dai finestrini e una grassona che si sventolava.

"Ma non possiamo mettere la macchina sul ponte se c'è dentro qualcuno!! è pericoloso"
"Dovet proprio mettere la macchina sul pont??"

La trattativa prosegue lenta finchè non scatta l'ideona al nostro caro Milanese: "E se in machina con mammà ci sto io?"

Non so come sia andata a finire, so solo che per lasciare le chiavi della macchina al meccanico ci ho messo 50 minuti e sono arrivato in ufficio tutto sudato per il tre chilometri in bici.

E non mi son neanche dopato.
postato da: taxxo alle ore 10:18 | link | commenti (2)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
mercoledì, 25 giugno 2008

Cosa ne pensa di un ragazzo uscito da...

cartoleria

DLIN DLON


Mi alzo per andare ad aprire alla porta dell'ufficio e il CAPO, "stranamente" al cellulare in una conversazione fiume, mi precede e va ad aprire lui facendomi cenno di rimettermi pure comodo.

Dato l'inconsueto atteggiamento da maggiordomo, penso sia qualcuno di importante che aveva preventivamente concordato la visita, visto che 20 minuti prima era passato un tizio a salutarlo e, dopo avergli fatto fare 15 minuti di anticamera, ha mandato ME a dirgli che era troppo impegnato.

Invece alla porta c'è un ragazzetto.

"salve, desidera?" apre il CAPO con l'orecchio incollato al cellulare.
"buonasera.. posso entrare?"
"Mi dica - si, comunque quei cavi li tirerei del 25 - allora?" riprende il CAPO mischiando il "bere col mangiare" tra il telefono e la porta.
"Vorrei parlare col titolare"
"Scusa un attimo.. - il titolare non c'è, ma sarebbe l'argomento?"
"Sono un ragazzo uscito da una comunità e spero che lei non abbia pregiudizi per questo.."
"Lascia stare i miei pregiudizi, ma in soldoni, cosa cerchi?"

Riassumo che il tipo è bassetto, capello lucido nero con coda alla peruviana, jeans, maglietta merda patocca e borsa a tracolla che gli lascia una diagonale di sudore sulla maglietta che separa il colore giallo merdo dal marrone ascella bagnata.

Io, se mi suona uno così alla porta, tiro la catenella e faccio finta di non esserci.

Fatto sta che il CAPO riprende:
"Poi non vedi che sono al telefono? ripassa tra un po' quando ho finito!" e gli sbatte la porta in faccia.

Dopo 15 minuti... DLIN DLON

Stavolta vado io dato che il CAPO rimette la mortadella nelle orecchie e non si accorge della suonata.
Sbircio.
E' il solito italo/peruviano.
Abbiamo la porta a vetri e mi vede.. mi tocca aprire.

"Ciao, avevo suonato anche prima e un tipo al telefono mi ha detto di aspettare qui fuori. Eccomi."
"Si, ma non ero mica io, e lui è ancora al telefono"
"Ok, ma anche tu sei un mezzo CAPO, al massimo dico a te.. posso entrare intanto che mi sto squagliando dal caldo?"
"Vieni, vieni" due paroline del cazzo che mi sfuggono e già sento il portafoglio alleggerirsi di qualche diecina di euri.. sensazione già provata svariate volte.

Il tizio, oltre che sporco e puzzolente, ha pure una specie di bubbone sporgente e purulento in fronte.
E inizia il raccontino.

"Sono uscito da una comunità GDFETSMS - sbiascica qualcosa di incomprensibile - ma adesso sono a posto!"
"ok.."
"solo che, chi mi ha fatto uscire, per pagarmi una scuola di fumetto mi chiede di raggiungere dei BLOCCHI GIORNALIERI di vendita."
"ok.." sento il baratro aprirsi sotto i miei piedi anche se non capisco il riferimento alla Dieta a Zona.
"Per dimostrarti che non sono un cazzaro, ti faccio vedere il mio book" e sfila dal borsone un librone rosso che mi apre a casaccio su alcuni schizzi a matita.

E mi scappa un "SEI BRAVO!" anche se mi sembra di vedere quelle cartoline coi disegni degli elefanti fatti coi piedi da alcuni disabili.
Cartoline che mi rifilarono in via Indipendenza per aiutare una vecchietta a comprarsi la sedia a rotelle.

Altra inculata.

"Non esagerare... non è vero che sono bravo, ma grazie, c'è ancora molto da lavorare"
"Vabbè, se mi ci metto io, faccio peggio sicuro" mi lascio andare.

"Ho visto che usate i sacchetti della spazzatura, una confezione sono 5 euro anche se un blocco intero sarebbero 10 euro.. altrimenti avrei questi evidenziatori.."

"Mi sa che ho solo 5 euro.. adesso vado a vedere."
"Si, ma se ne hai 50 ti do il resto!"
"Vedi - gli apro il portafogli VUOTO in faccia - non ho altro!"
"Ok.. grazie"

Fatto l'affare mi racconta che uno al piano terra lo ha inseguito con una scopa, che quello dell'officina gli ha dato 15 euro in monetine..
Baci e abbracci.
Poi se ne va.

EPILOGO
"E' passato un tipo.. un EXTRANEGRO... non ho capito. Gli ho sbattuto la porta in faccia!!" mi racconta il CAPO al termine della telefonata di 2 ore.
"Lo so, poi è ripassato e ha voluto 5 euro per i sacchetti del rusco... ha detto che gli avevi chiesto di ripassare!"
"Ah si? sai, ero al telefono e ho fatto in fretta.. glieli avrei dati anche io quei soldi." corregge falsamente, come quando viene il prete a benedire e TUTTI GLI ANNI mi chiede i soldi in una stanza poi li imbusta e li da lui al prete.
Io non li ho mai riavuti indietro.
Lui ci fa la figura del gran signore.
Speriamo che Dio veda anche fuori dalla cabina elettorale.

Vabbè adesso, per la modica cifra di una 50 di euro, negli anni ho accumulato: una serie di cartoline con gli elefanti, 10 penne a sfera, un pacchetto di fazzoletti, i sacchetti per il rusco, una biro e una serie di block notes di varie grandezze.

Posso aprire un ufficio.
postato da: taxxo alle ore 08:05 | link | commenti (11)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
giovedì, 29 maggio 2008

L'artista che c'è in me!

dj
Appurato, oramai, che i nuovi status simbol sono diventati:
- il possesso di un SUV
- aver in curriculum un libro pubblicato
- avere una locandina in casa che ricorda di quella volta che hai fatto il DJ alla festa delle medie
- conoscere un VIP
 
anche io, per non voler fare il solito bastian contrario, ho deciso di omologarmi almeno in una categoria: sarò Disk Jokey!
 
Devo ammettere che parto avvantaggiato perchè, almeno due volte nella mia vita, 20 minuti in tutto,  ho aiutato SKAGLIA a selezionare i cd che suonavamo alle feste a casa del PIGNA.
Poi anche quell'incanto ha trasformato una vecchia casa di campagna in un "locale", il PIGNETA, dove si esibivano veri professionisti (vedi GNASA LUMINOR - addetto al mixer luci - MAZZO vocalist e PAOLINO DJ) ed io e lo SKA ci siamo defilati mestamente.
 
Ma il nostro insuccesso aveva motivi ben radicati: noi mancavamo di quella tecnica e di quei segreti del mestiere che solo un lungo corso, la gavetta, tanta esperienza maturata all'estero o l'ascolto dei grandi DJ ci avrebbero dato.
Tutte caratteristiche che avevano, invece, i nostri ben più giovani e audaci successori.
 
Il ridente comune, però, ci viene incontro con IL CORSO PER DJ e, dopo 15 anni, anche noi cerchiamo la nostra rivalsa.
3 incontri con Robby presso alcuni locali del comune e potremmo mettere nel curriculum la nuova professionalità, magari aprirci il nostro Myspace e magari essere ADDATI da Moby, Coccoluto o dall'inarrivabile DJ Aniceto.
 
Trovare sulla mia pagina personale:
 
"Ti ringrazio per l'add! abbasso la droga e viva la vita!"
 
sarebbe il massimo della vita.
Cerco di coronare questo sogno solo per quello, per la stima di un grande collega.
 
Al primo incontro ho la pelle d'oca e non so neppure come vestirmi, perchè non vorrei mai sbagliare qualcosa nello stile d'abbigliamento e fare subito brutta figura.
Poi mi immagino il livello del corso, l'esperienza dei partecipanti e mi assalgono dubbi da scarsa autostima.
 
I colleghi sono 6: lo SKAGLIA, due cinni smanettoni coi jeans alla cagarona, una catena della bicicletta che penzola sui fianchi e il berretto da baseball tutto sdrucito e mezzo storto.
Uno dei due tiene costantemente la testa inclinata su una spalla e penso ad un torcicollo o ad una paresi.
Lui mi dirà poi che è "una malattia professionale come il gomito del tennista o il ginocchio della lavandaia.. è da quando ho 6 anni che mixxo e per reggere il telefono delle cuffie mi si son deformate le vertebre cervicali!!"
Si chiama DJ CATENA.
Andiamo bene..
 
Altri due soggetti, Alfred e amico, e una gentil donzella completano il quadro dei partecipanti.
 
Robby, il "professore", questa sera ci spiega i supporti audio e si mette a fare tutta una disquisizione su come e dove reperire i formati audio da mixare.
Poi ci spiega il mixer.
Una roba molto tecnica.
 
E nella noia delle ripetizioni dei medesimi concetti verso chi non ha capito, mi incuriosisco dei partecipanti: Alfred ogni volta che Robby si gira, prende per il collo l'amico stile Homer/Burt Simpson fermandosi di scatto appena il prof si rigira verso di loro.
Hanno almeno 28 anni a testa!
Gente allegra, penso io, poi lo SKAGLIA mi fa: "Ma secondo te la tipa è a posto?"
E mi metto ad osservarla.
 
Tiene le mani rannicchiate al petto, se ne sta tutta defilata e non osserva mai nessuno in faccia..
"Forse è solo timida!" rispondo non troppo convinto.
 
La lezione prosegue fino a che non viene chiesto un volontario per andare a manovrare il mixer.
I due ragazzini alzano le mani con scatto felino poi a momenti si prendono a catenate e nella loro zuffa Robby chiama in cattedra la ragazza.
 
"Ma non è che lo rompo?" dice lei
"Tranquilla..."
 
E assistiamo ad una scena che ci fa quasi pensare che a mandarla al corso sta tizia sia stato l'obbligo del medico curante.
 
Tra mille sofferenze la lezione finisce, al chè il prof. chiede, per la prossima volta, di portare alcuni nostri cd che ci insegnerà a mixare veramente.
Si alza di scatto Alfred brandendo un CD che aveva nascosto non so dove: "io, io... questo l'ho missato io!! è roba buona!"
"Grazie Allfred, ma ho chiesto roba da mixare, non già mixata.."
 
Ma io quanto avrei dato per sapere cosa c'era in quel CD?
 
Poi si alza il suo amico e chiede a gran voce, forse stordito dalle mazzate che si era preso senza reagire per tutto il tempo: "Pizzata di fine corso???"
"Ci sarà tempo.. adesso non possiamo!" rispondiamo quasi all'unisono io e lo SKA.
"Vabbè, allora la prossima volta porto VASCO e lo misso io!" risponde lui.
 
I ragazzetti parlottano, chissà cosa prepareranno..
 
Non vedo l'ora sia la prossima settimana!

(ringrazio Scagliarini per le gentili informazioni)
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categorie: racconti, personaggi, sogni, various
lunedì, 28 aprile 2008

Il sole dopo la tempesta

tempesta

"I grandi Capitani si fan legare al timone mentre infuria la tempesta pur di non lasciare la nave in balia delle onde.."
Il CAPO, ore 23.15 in pieno delirio da abuso di caffeina.
 
Sono ancora qui.
Non ho chiuso i battenti.
Potete riporre le vostre bamboline voodoo e piantarvi gli spilloni nel culo perchè anche questa volta la fenice è risorta.
 
E' stata dura ma abbiamo consegnato.
HO consegnato da solo visto che il CAPO sta a questo ufficio come i cerchi in lega stanno ad un'auto di lusso: un bel vedere ma inutili e un'ansia durante ogni parcheggio, per di più costosi fuori misura!
 
Vabbè, ma raccontiamo due stronzate di questo fine settimana.
 
Il SOLITO ALLA SOLITA ha fatto pace.
Sotterrata l'ascia di guerra, messa a tacere l'ala estremista SPILLO - SBAFINI, ci siamo dati una bella pippata di calumet della pace.
I motivi del litigio, se di tale possiamo parlare, vanno imputati ad un'erronea scelta Tassiana che preferì entrare in un locale semideserto piuttosto che in un covo fitto fitto di fighe dove SPILLO e SBAFINI ci avrebbero portato a lezione di approccio, aggancio e sveltina!
 
Tasso ben sapeva che lo scenario che vedeva SPILLO e SBAFINI "sexual machine" era inconcepibile anche per maestri della fantascienza come ASIMOV, SILVERBERG  o DICK, scrittori avvezzi a creare mondi immaginifici dove eroi e antieroi son tutti intraprendenti e vincenti.
Per questo si era optato per un locale tranquillo, accogliente, appartato dove poter parlare dei casi della vita, di filosofia, di arte e massimi sistemi senza essere disturbati e distratti dal passaggio di ombellichi scoperti, tatuaggi sul fondoschiena o pere williams sotto canottierine succinte.
 
Ma SPILLO si era risentito e aveva scomodato la statistica, la matematica, le percentuali di densità di pelo per metro quadro che tiene registrate dl 1998 ad oggi con aggiornamento ogni 15 minuti circa.
 
E Tasso, si sa, davanti alla statistica si arrende!
Perchè la statistica ti dice che hai le stesse possibilità di sposarti con la tua postina fighissima che ti sviene tra le braccia mentre ti consegna una raccomandata al pari di capitare in una GANG BANG a sorpresa in un locale del centro, tu e trecento donne che ti usano come trastullo sessuale!
La statistica mi straccia 6-0, 6-0, non c'è storia.
 
Ma da questo stallo di opinioni ci toglie il TENENTE FRAKKA (odio l'utilizzo GLEDISSIANO delle Kappa, ma in questo caso sono d'obbligo): "La ROBY, la SARA e una loro amica mi hanno chiesto cosa faciamo questa sera"
 
"CHIIIIIIII?? abbiamo capito bene? tutto coniugato al femminile??"
"Si, sono ragazze che ho conosciuto in palestra!"
 
E ho visto gente schizzare a casa a farsi il bidet, altri uscire dal torpore depressivo, altri telefonare al visagista per una lampada, altri ancora rinunciare alle loro "scopate randagie" pur di incontrare l'intonso trittico di pelo.
Io, invece, mi stupisco dell'abilità di un tale, il TENENTE, che passa 10 mesi all'anno su una bagnarola tra la Puglia, l'Albania e La Spezia e appena riesce a starsene a casa poco più di due mesi, ti sblocca i problemi di una vita.
 
Quindi, oltre ad un avvocato, un dentista e un commercialista, è sempre meglio avere un amico MARINAIO.
 
Tirati a balestra, ci presentiamo in quel di Borgo a raccattare le sventurate.
Io Borgo la "mastico" abbastanza bene, ma non avevo mai avuto il piacere di conoscere MASTRO e suo fratello, due piccoli PIGNA (di quando era giovane) tutti macchina e tunz tunz tunz a palla nella radio.
E li conosciamo perchè per tre volte a fila cercano di arrotarci a 120 all'ora con la loro BRAVO GT TURBO mentre aspettiamo in un vicoletto largo appena per passarci a piedi.
Si parte subito bene.
 
Poi arrivano le ragazze.
Io voglio già tornare a casa.
 
ROBY e SARA hanno non più di 20 anni (saranno poi "21 e qualche mese", quando i mesi in più servono ancora a darti un tono) e non sono antipatiche, brutte o che so io.. è solo l'anagrafe e la stupideria che ci separano tragicamente.
 
Cedo il passo ai conquistadores,. la prossima volta presentatemi delle DONNE!
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categorie: racconti, personaggi, lavoro, various, solito alla solita
martedì, 01 aprile 2008

Sono un tipo all'antica!

telefono antico
Sono ANNI che ogni compagnia telefonica DEL GLOBO ci chiama per mandarci un incaricato perchè blablablabla...
Noi abbiamo contratti storici, sia per il fisso che per il mobile, con un certo gestore e poco siamo interessati a perder tempo ad ascoltare rappresentanti, incaricati, tecnici, per "risparmiare", forse, 4 euro cent al mese!
Fatto sta che la scorsa settimana ad una di queste telefonate risponde il CAPO.
Proprio lui che il telefono non lo sente perchè: "la suoneria è su una frequenza sonora che non riesco a captare!". Ma io, senza scomodare EINSTEIN e STAR TREK, credo sia solo questione di rapporto subordinato nel quale io son pagato anche per rispondere e lui non vuole rubarmi la competenza.

Questa volta, però, la telefonata se la becca lui.
A parlare son quasi sempre donne / ragazze dalla bella voce (preludendo ad una "figa atroce") che ti manderebbero l'incaricatA di zona per ridiscutere i contratti perchè è "appena uscita un'offerta che scade a breve"... e, se risponde il CAPO, per LE incaricate fissa sempre un appuntamento.

E ieri pomeriggio, alle 16, doveva passare l'incaricata e vedo che lui, dopo mangiato, si va addirittura a lavare i denti!
Proprio lui che più di una volta mi ha ricevuto in ufficio in boxer, ciabatte e senza dentiera!
 
Ma se lo piglia nel culo perchè si presenta un uomo tutto trandy con il completo jeans, l'occhiale alla Vasco Rossi e le scarpe con lo strappo.
Si chiudono nello stanzino 15 minuti, ogni tanto mi vengono a chiedere dove abbiamo questo o quello, ma nel complesso solito appuntamento dove il CAPO tratta male il poveraccio e lo sfancula.

Ed invece, quando sono le 16.20 il CAPO viene da me e mi dice: "adesso scappo che devo fare un salto in cantiere.. ci vediamo dopo che faccio presto!"
"E il tipo della XXXXXX ha finito?"
"E' di la che compila... quando ha finito lo mandi via e bona sera.. ci regalano 6 cordless! sai quanti regali che facciamo alle signorine?" e lo dice tutto contento come se avesse vinto alla lotteria.

E inizio a sentire un po' di puzza su sta storia, col CAPO che si dilegua a metà di un colloquio per un immaginifico cantiere...
Vabbè, continuo le mie cose e ad un certo punto sbuca la testina del tizio che mi fa: "Me la trovi l'iscrizione alla camera di commercio? poi vieni di la che ti faccio fare delle fotocopie!"

Visto che io non sopporto chi mi tratta da GALOPPINO senza che ne abbia il titolo, sarei tentato di dire che "a far le fotocopie ti insegno, ma poi ti arrangi tu che io TENGO DA FA!"
Invece gli trovo il documento e, curioso come una biscia femmina, lo raggiungo anche per capire che cazzo vende e cosa abbiamo comprato!
Arrivo nello stanzino del ricevimento, mi siedo e..
"ma hai l'allergia, TESORO?" mi investe il tipo
"... no, no, è raffreddore!"
"è la solita scusa per star lontano DALLA MOROSA?"
"no, ma ne approfitto e la lascio sola!" mento spudoratamente avendo più o meno intuito.

poi vado a fare le fotocopie.

Quando torno sento odore di VIGORSOL.. il tipo si è SCHIARITO l'alito.. e non ci faccio caso subito a questo particolare finchè:

"Tu non sei ingegnere?"
"No, no.. perito!"
"Io ho avuto a che fare con un sacco di ingegneri e lasciam perdere... poi il tuo CAPO mi ha detto che doveva andare via e gli dispiaceva!"
"infatti, doveva andare in cantiere.."
"si, ma io gli ho detto che APPROFITTAVO DI QUEL BEL RAGAZZO DI LA!"

Allora mi giro dove stava indicando dicendo quelle parole (che MAI avrei voluto sentire in un posto  chiuso SOLI IO E LUI ) e mi accorgo che, essendo l'unico, parlava di me!
Sorrido un po' amaro cercando di contenere l'imbarazzo..
e lui continua: ".. che io non ho mica vergogna di dire che MI PICCIAONO I BEI RAGAZZI..."

Taccio.
Tossisco.

"Ma stai prendendo qualcosa per quella tossacia?"
"Aspirina!"
"Ma tu devi fare l'AEROSOL... non ti trascurare.." e mi guarda fisso negli occhi.

Imbarazzo totale.

"Ma cosa hai fatto a PASQUA?"
"Niente di che.. pioveva, poi qui lavoriamo tanto e mi sono riposato!"
"Un bel ragazzo come te non è andato via per Pasquetta?"
"NO"
"Ma ce l'hai la fidanzata?"
"Si, si..."
"Ne avrai più di una bello come sei!"

NOOOOOOOOOOOOO
Questo non lo puoi direeeee

"No, no.. sono uno fedele!"
"Bravo... molto bene" e mi guarda fisso negli occhi.
"Di donne me ne basta una alla volta."
"Non ci credo, con quella faccina furba.. ma quanti anni hai?
"30"
"Bene.. ma sai che ne dimostri meno?" e si interrompe nello spillare dei fogli e mi ri-guarda.. avevo paura si passasse la lingua sulle labbra!
"Me lo dicono tutti"

Altre fotocopie.. quando torno:

"Ma di che segno sei?"
"Pesci"
"AHHHHHHHHHH voi pesci siete dei gran maiali a letto!!!"
"Sicuro? Se lo dici tu.."
"Te lo dico io... e se vuoi te lo dimostro subito" e mi indica la stanzetta a fianco dove si intravede un divano letto, quello del CAPO.

sento stringere al collo... vado in affanno.

"Sono lusingato.. ma ti è già capitato?" devio l'argomento..
"Hai voglia! una volta ho stracciato un pompino ad uno mentre mi firmava il contratto!"
"Però.. comunque, ti ringrazio ma sono debilitato..."

Continua a spillar fogli poi ad un certo punto mi dice:

"Se vuoi invece del numero dell'ing mettiamo il tuo così quando viene il tecnico ci parli tu" (loschissimo per avere il mio cellulare.. si è proprio innamorato!)
"Non importa.. son sempre in ufficio e mi trovano di sicuro al fisso."
"Ok" un po' deluso.
"Comunque se cambi idea, su tutto, questo è il mio numero!" e mi allunga il suo biglietto a visita.
Faccio finta di interessarmi ai suoi dati che finiranno, entro brevissimo, nella carta da riciclare.

"se hai la partita IVA e vuoi cambiar contratto.."
"NON HO LA PARTITA IVA.."
"ok, ho capito.. se hai degli amici.."
"terrò presente!"

e lo spingo fuori dall'ufficio dopo che mi ha dato 5 strette di mano tanto per affinare il contatto fisico!

Sospiro... mi mancava solo questa, ma io sono ancora affezionato ai bei vecchi "tagli" all'antica!
Quelli Verticali!

Il finocchio è roba da intenditori..
postato da: taxxo alle ore 12:35 | link | commenti (11)
categorie: racconti, lavoro
giovedì, 20 marzo 2008

NEXT!!!

next

Tornato a casa dall'ufficio in orario UMANO dopo mesi e mesi di buio all'andata e buio al ritorno, mi si apre un mondo di opportunità davanti agli occhi:
 
- vado al Talon a vedere chi ha la testa più grossa?
- faccio un salto al Centro Commerciale a vedere chi ha la testa più grossa?
- passo dal bar a vedere chi ha la testa più grossa?
- vado in piscina?
- vado a fare una corsetta?
- inizio finalmente a scrivere qualcosa di produttivo?
- pulisco casa?
- ...
 
Alla fine opto per NEXT, le teste grosse le tengo per la prossima volta.
 
NEXT è un "simpatico" programmino americano trasmesso da MTV.
E' di quei programmi odiosamente sottotitolati che, visto le mie nulle conoscenze della lingua di Albione, mi obbligano a star più attento di quando guido la macchina.
L'attenzione, però, è premiata.
 
Il gioco consiste nell'ennesimo "MAMA non MAMA" di Predoliniana memoria dove un ragazzo/a ha la possibilità di scegliere tra 5 cantidate/i chiamandole/i una alla volta, ponendo brevi domande, non ponendole affatto, facendo assurde esperienze e avendo la facoltà di scartare quando gli pare il partner proposto.
 
Più complicato spiegarlo che farlo.
 
Nella puntata di ieri, il "classico" mezzo portoricano / polinesiano / amerindo iper-muscoloso, super-abbronzato ed orrendamente vestito, attende sulla spiaggia che gli vengano presentate le ragazze.
Purtroppo mi perdo la sua mirabolante scheda personale dove avrà sicuramente vantato importanti titoli universitari come una laurea in cinema GORE, un periodo in IRAQ a difender la patria, la Cadillac verde pisello che lucida ogni sabato e un record nel campionato di lancio del frullato alla fragola.
 
Dentro un furgone, invece, attendono 5 ragazzette, tutte tra i 17 e i 24 anni, tutte con il tipico mascellone ammerigano da masticazione inversa, tutte agghindate e dalle movenze simili a Paris Hillton o a Cristina Aguilera.
 
E viene chiamata la prima, tale HEIDI, una biondona tettoruta 18enne che, recita la scheda, ha una collezione con oltre mille macchinette per i punti metallici.
Solo questo e ce l'ho già duro!
Invece al caro Big Jim non si smuove nulla e, solo a vederla, la scarta.
Lei sfancula, bippano tutto, e si prosegue.
 
La seconda è JANE, una "meza maruccheina" come direbbe mia nonna, piccolina, tracagnotta, italo-ammerigana.
Questa vuole entrare nell'FBI e adora la torta di pinoli.
Baci baciotti col Big e lui le propone di cambiarsi d'abito per fare un po' di lotta libera su un ring gonfiabile che, presto detto, è stato allestito sulla spiaggia!
Lui in tutina verde e lei in giallo.
Si sbatacchiano un po', lui è sempre dietro a sistemarsi il pacco, lei sghignazza ed emette suoni disarticolati come gridolini e urletti.
Nel mezzo di una presa lui le dice: "Non potrei mai stare con una donna che non si dimostra FORTE e prestante, quindi NEXT!"
Fiocca un di lei dito medio (uno dei tanti della puntata) e se ne va a culo dritto!
 
Terza la pachidermica JORDAN...
Non potrebbe mai rinunciare alla visione dei suoi telefilm preferiti.
E' ancora a 100 metri che si sente NEXT.. scartata col binocolo.
Lei si avvicina, scalcia nella sabbia alzando un gran polverone addosso a Big e se ne va pronunciando robe intraducibili.
 
La quarta è MICHEL, nulla di che ai miei occhi.
Adora il suo fratellino e ha già pubblicato due libri.
Ammazza, dico io, la prima con un po' di testa.
E Big, ancora in tutina verda aderente e caschetto, le chiede di andare a fare un giro in macchina.
Cambia la location: dalla spiaggia a l'interno di una LIMOUSINE.
Quasi si avvinghiano, fanno un gioco nel quale lui si fa dipingere sul torace con della cioccolata liquida, il tutto poi ricambiato sulle di lei curve... "Ti piace andare alle feste?" chiede Big ormai in estasi godereccia.
E io mi attendo una risposta schifata, la risposta di una intellettualoide con 2 opere in libreria e tanta cioccolata liquida che cola nell'incavo dell'ombellico.
Invece, tra il mio stupore e quello di Big, lei risponde: "Certo, vado ad una festa diversa tutte le sere!"
NEXT!!!!
 
L'ultima è tale DIANE, che ama gli animali e vuol fare sesso tutti i giorni.
Adesso sono in un ristorante davanti ad un piatto con frutti di mare e stronzate varie.
Solito brindisi con le braccia che si intrecciano e gli sguardi che si impallano.
Risatine e chiacchiere inutili.
Lui le chiede, in ultima analisi e ormai dopo 25 minuti di appuntamento: "La faresti la LAP DANCE per il tuo uomo?"
"Ma sei fuori???" sbotta la puritana ninfomane che, aveva detto ,vuol far sesso più volte in un giorno di quanto non si lavi i denti.
E Big scarta anche l'ultima e se lo piglia al culo!
 
La puntatona finisce con lui che spara un clamoroso FUCK verso la telecamera e il quintetto di "vedove" che, sedute su un divano, recitano una filastrocca che suona circa così:
 
"Sarai anche tanto bravo nella lotta, ma sei un gran figlio di BIIIIIIIIIIIIIIIIIIPPPPPPPPPPP"
il tutto infarcito di dita medie e gesti dell'ombrello che roteano come pale di mulino!
 
Gli ammerigani hanno un altro passo, indubbio!
postato da: taxxo alle ore 11:51 | link | commenti (8)
categorie: recensioni, racconti
martedì, 18 marzo 2008

I TRE Desideri

MoratoreNella foto, un simpatico annuncio trovato in quel di Via Saffi proprio ieri sera.

Uno dei soliti puzzolentissimi locali di Borgo.
 
"ARGO, ma se ti si materializzasse qui sul tavolo la Lampada dei Desideri, cosa chiederesti?"
 
"Cazzo TASSO, non iniziare con sti giochini di merda..."
 
"Hai ragione, continuiamo a guardarci i videoclip senza audio oppure riprendi a parlarci del motivo per il quale continui ad uscire con la maestrina!"
 
"Vabbè, ma vuoi tre COSE?"
 
"Noooo, tre fiori che iniziano con la K... secondo te?"
 
Come sono divertenti queste serate all'insegna del succo alla pesca, del vaga-vaga-vaga per ore alla ricerca di un locale dopo che si è partiti - alle 22.15 - da un altro locale, delle solite facce e dei soliti discorsi triti e ritriti: un SOLITO ALLA SOLITA feriale.
 
E di tutte le cose che potrebbe chiedere l'ARGO, dalla "PACE per l'Arena domenicale del Giletti" ad "un gatto da compagnia",... da "più SURF di buonadomenica per tutti" a "le zanzariere nuove", lui cosa chiede?
 
1) Essere immortale
2) La donna della vita
3) tipo 2.000 euro al mese senza far nulla
 
TASSO, mentre prosegue questa immonda sequenza di stronzate, si lecca i baffi pensando ad un commento, ma tocca alla sua lista:
 
1) Non aver mai più bisogno di lavorare
2) Una bella casa
3) Pace e serenità
 
"Ahahahaha.. ma come sei messo? sai che palle smettere di lavorare? poi che fai tutto il giorno?" ribatte d'anticipo l'ARGO.
 
"A parte il fatto che ho detto NON AVER BISOGNO... ma poi mi parli tu di noia che hai chiesto l'IMMORTALITA'? Poi l'hai chiesta per te stesso e non per la DONNA DELLA TUA VITA, quindi cosa farai che non riesci a star da solo neanche 5 minuti in bagno? infine 2.000 euro che ad arrivare alla fine dei tempi con inflazione, tasse, rincari euro, una pizzetta alla settimana non te la concedi? il motorino ai figli? e ai nipotini? e i figli dei nipotini?... mi sa che hai sparato tre cazzate!"
 
"Si... ma..."
 
"Dai, guarda che bello il video degli ABBA.. lo sai che è morto il batterista?"
 
"Si, ho sentito qualcosa... son quelli di VIDEO KILL THE RADIO STARS?"
 
"Come no, anche di DANCE OF QUA QUA e di I DO THE PISS, PAPA'... dai che andiamo.. è ora che vai a letto a coprirti!"
postato da: taxxo alle ore 15:25 | link | commenti (24)
categorie: racconti, personaggi, sogni, solito alla solita
martedì, 04 marzo 2008

L'uomo in PILE

uomo del pile
Io so esattamente perchè c'è la crisi petrolifera!
Tutte panzane quelle che recitano dellla "fine delle riserve"...
... o quelle che parlano di speculazioni politiche o delle multinazionali...
... o danno la colpa ai cinesi e alla loro esigenza di avere tutti una DUNA o una MULTIPLA..
 
Il petrolio sta finendo perchè è stato convertito in PILE (leggasi PAIL)!
 
Io non so chi ha avuto la malsana idea di inventarsi questo materiale igienico-repellente, ma andrebbe messo nella stessa gabbia di ROSA BAZZI e OLINDO ROMANO sussurrando ai simpatici coniugi che è un tipo che nel suo condominio faceva un chiasso infernale.
 
L'uomo in pile è un essere, anche se lo stargli vicino lo accomuna più direttamente ad una specie di discarica ambulante, che probabilmente ha subito una modificazione al suo stesso apparato olfattivo e che gli impedisce di avere una "proiezione odorosa" delle sue ascelle.
Il pile va acquistato nel negozietto di articoli sportivi e il venditore si DEVE ACCERTARE che il compratore sia un merdone conclamato: NON HO MAI ODORATO UN PILE PROFUMATO dopo soli 15 minuti di utilizzo.
 
E, solitamente, i personaggi che lo indossano o fanno lavori ad alto dispendio di energie quindi di sudore, vapori, umori, odori, liquori, ... oppure sono fervidi sostenitori della saggezza popolare: "Quello che tiene il freddo tiene anche il caldo".
Ed infatti, anche con 25 gradi all'ombra, loro indossano il "pile nero collo alto e zip" e te lo fanno pure notare con gran movimentazione e sventolio di mani e braccia...
La modificazione olfattiva non gli consente di capacitarsi che sotto le loro ascelle, già scarsamente lavate, si sono prodotti muschi e licheni che si intorcinano con i peli e che producono fragranze inodorabili.
 
Ma loro stanno li a spiegarti che un loro amico ha comprato la CAYENNE anche se fa 4 km con un litro e anche se è un povero operaio in cassaintegrazione.
E tu vorresti esser stato a CALCUTTA almeno una volta nella vita per verificare se la, che sono senza le fogne, stan messi meglio o peggio...
 
Poi azzardi, non lo avessi mai fatto, un :"Come mai ti vesti così pesante? non hai caldo? ci sono 28 gradi!!"
 
"Stai scherzando?? tra un paio di giorni arriva una perturbazione artica e sto caldo te lo sogni..."
 
"Si ma adesso ci sono 30 gra.."
 
".. e poi quello che tiene il caldo tiene anche il freddo!" e via con lo sventolio pestilenziale che sembra un calcinculo con, al posto dei seggiolini, tante montagnette di letame!
 
Io, comunque, non sono immune alla maledizione di questo materiale col quale, al masimo, fodererei le bare per favorire ed accellerare la corruzione delle carni.
Una volta mi regalarono dei guanti in pile fantasia marmorizzata azzurra... una roba che ti regalano con cattiveria, perchè è palese che siano importabili sotto ogni genere di cappotto, maglione, giubino, giaccone!
Però te li regalano con la formula: "Erano così simpatici che ho deciso di comprarteli".
 
Vabbè, ringrazi pure e, almeno un paio di volte, ti tocca metterli.
 
Non tengono l'acqua, non tengono il caldo, ma ti sudacchiano le manine gelide!!
 
Bella schifezza... non mi ricordo neppure dove li ho infilati.
postato da: taxxo alle ore 15:01 | link | commenti (16)
categorie: recensioni, moda
lunedì, 03 marzo 2008

La sottile linea "rosa"

gay

Mi lamento spesso, di tutto e di tutti!
Non è una novità: nutro odio estremo verso gli altri, soprattutto verso chi "ce la fa", soprattutto verso chi, poi, se ne vanta.
Il mio, comunque, è un odio politically correct: lo nutro tanto verso le persone felici, quanto verso i depressi, tanto tra gli atleti quanto tra gli storpi.
Ma nutro odio soprattutto verso chi mi si attacca visceralmente addosso, chi pretende la mia presenza per sfogare i suoi problemi che ignora ed avversa, verso chi pretende da me entusiasmo ben sapendo che sarà falso.
 
Tra tutti quello che ODIO DI PIU' è, quindi, il CAPO!!
 
E, fondamentalmente per questo, ODIO ME STESSO.
 
Un padre ce l'ho già, una persona che ogni volta che la incontro è nel cesso con la porta aperta e un braccio appoggiato al muro intento a mingere: "allora? tutto bene" e inizia a parlare mentre si sta scrollando o so ben io che!
Ebbene, come non mi bastasse, mi ritrovo tra le palle il CAPO.
 
Quest'uomo è uno che, avendo avuto solo figlie femmine che avrebbe volentieri sacrificato allo stile di ABRAMO e ISACCO, mi ha adottato virtualmente.
Ed ha fatto tutto regolarmente: mi paga per avermi sempre vicino, per ascoltare le sue lamentele, il suo sconforto, per pavoneggiarsi delle SUE vittorie, per condividere le NOSTRE sconfitte.
Ma soprattutto per mettere ordine al suo casino.
Sono otto anni che non mi da tregua MAI, ma il rapporto si è sempre mantenuto in un ambito "professionale".
 
Ultimamente, invece, ho notato una sua maggiore e sconcertante confidenza fatta di sguardi caritatevoli, strizzate di guance, ricerca di contatto fisico, promesse di regali, confidenze impensabili...
 
"Se non avessi te, chissà dove finirei!"
 
"SIAMO rovinati!!" detto con sguardo lagrimevole stringendo in una mano un mio braccio e nell'altro una lettera di un avvocato che gli faceva causa.
 
"Stai bene?" detto strizzandomi le guanciotte alla ARNOLD.
 
"Ti piace? te ne compro uno uguale" riferito ad un giumbotto (come lo chiama lui) che ha acquistato in saldo e che voleva prendere pure a me nella stessa taglia e colore per "avere una divisa" (NDR: lavoriamo in un ufficio, quindi non se ne capiva il senso).
 
"ogni tanto, quando passo dal vialone e mi sento solo, con 30 euro trovo soluzione ai miei problemi... sono ragazze sensibili e, se le tratti normalmente, sono meglio delle fidanzate"
 
E questi sono solo gli episodi più eclatanti di questo MOBBING pseudo paternalistico omosessuale che subisco ogni santo gorno!
Il fatto è che a me di questa persona NON FREGA ASSOLUTAMENTE NULLA, neppure che il mio stipendio e tutto quello che ne consegue, dipendano dalle sue discutibili capacità imprenditoriali.
Fosse per me potrebbe venirgli un tirotto seduta stante o potrebbe vendere tutto che non mi cambierebbe di certo la vita.
Il 90% delle cose che mi dice, mi passano da un orecchio all'altro senza neppure sotare in doppia file e le ascolto con un entusiasmo tale da spingere al suicidio anche una persona equilibrata e felice di vivere.
 
Ma, e questo è forse l'unico motivo per il quale ogni mattina ancora mi alzo e vengo in questo ufficio, è che il CAPO mi fa pena!
Sono forse vittima della sindrome di STOCCOLMA, "innamorato" del mio carnefice, forse sono molto ZEN e attendo che il cadavere del mio nemico attraversi il fiume, forse sono solo pigro e masochista... fatto sta che me ne resto qui e, anche se rimugino mille volte di andarmene, alla fine rinuncio sempre.
 
Ma non sono preoccupato per me, per i miei sentimenti che riesco ancora a dosare e controllare, quanto per LUI e questa sua deriva da SHAMPISTA della TATANGELO..
 
vi terrò informati!
postato da: taxxo alle ore 12:25 | link | commenti (11)
categorie: personaggi, lavoro
lunedì, 25 febbraio 2008

Nuovi modi per lavorar sempre meno

da oggi apre anche questo:

http://attraversolacinepresa.splinder.com/

un nuovo blog (ma ce n'è proprio bisogno??) autogestito che parla solo di cinema in modo rapido ed indolore.

un nuovo modo per lavorare sempre meno...

postato da: taxxo alle ore 14:47 | link | commenti (3)
categorie: recensioni
venerdì, 15 febbraio 2008

14 Febbraio 2008

love

Visto che tutti ne hanno parlato, tutti hanno detto cose originali, banali o scontate, dico la mia pure io.
Uno più, uno meno, poca differenza fa.
 
Per me il 14 Febbraio è, e sempre sarà, solo ed unicamente il compleanno del mitico Bugno Gianni, il grande ciclista due volte iridato, vincitore di un Giro d'Italia, svariate classiche e due campionati italiani.
A parte le vittorie, quello che mi incuriosiva e piaceva del Bugno era che a lui, della bicicletta, con quel suo modo di correre distratto, inespressivo, quasi svogliato, sembrava che non gliene fregasse un cazzo.
Al punto che ad un Fiandre, con arrivo in volata su tale Musseuw, a 100 metri dall'arrivo ancora in piena volata, guadagnata una mezza bicicletta di vantaggio alza le mani al cielo autocelebrandosi vincitore.
Il Musseuw recupera e si va al fotofinish.
Vince Bugno con un vantaggio di appena 2 centimetri... proprio un cazzone!
 
Negli ultimi anni di carriera, dopo l'ammissione di voler diventare un riferimento per i giovani, mandò tutto a fanculo, prese un brevetto per la guida degli elicotteri e adesso lavora per l'aviosoccorso nelle valli varesine.
Ogni tanto fa il cronista tecnico per le corse commentando dal suo elicottero.
Vabbè, a parte questo e le due o tre taniche di caffè al giorno che, per sua stessa ammissione, lo portarono ad una squalifica per doping ormai a fine carriera, torniamo al tema.
 
Sto scrivendo dall'ufficio e sono appena 8 ore che l'ho lasciato per farmi qualche ora di sonno a casa.
Non c'è nulla di cui vantarsi o di cui lamentarsi, negli anni ho maturato la convinzione che è meglio farsi 16/17 ore a fila ogni due o tre mesi che lavorane 8 tutti i giorni della settimana.
C'era da consegnare, abbiamo consegnato.
 
Il bello è che il mio 14 Febbraio, la festa degli innamorati, l'ho passata con quell'orsetto lavatore del mio CAPO, un uomo che DEVE chiedere ma che NON E' disposto a dare: moglie, fidanzate, amanti..., e dai racconti son tante, lui se ne fotte preferendo il lavoro (".. io mi diverto alla faccia a lavorare.." dice spesso.. alla faccia di chi, non è dato sapere) a TUTTO.
Ma con questa logica, sebbene si diverta così alla faccia, le sue attività principali restano quelle del FUMA-FUMA e del "fammi il caffè che vado a pisciare e risparmiamo tempo!".
Si risparmia tempo, poi, per concedersi l'ennesima sigaretta, nulla più.
 
Perchè di tutto quel divertimento "alla faccia", di tutte quelle attività "ludiche" lavorative, dello sporco lavoro non ce n'è MAI traccia!
Si parla, si ascolta, si discute, si FUMA, si BEVE ma NON SI PRODUCE!
Son giunto alla conclusione che l'uomo sessantenne abbia ormai tirato i remi in barca, mentalmente parlando e pure fisicamente.. inutile che si auto-racconti di ESSERE o di AVERE: l'uomo sessantenne DEVE passare le sue giornate alla COOP, al bar o nell'atrio del medico curante.
E' fisiologico.
 
Troppa la voglia di divagare, la stanchezza e la logorrea!
 
Oltretutto, il mio CAPO, è un focomelico informatico che utilizza il suo PC solo per consultare la rubrica telefonica che IO gli ho compilato!
Quindi, in un ufficio moderno, la sua presenza a livello produttivo è nulla.
 
E alle ore 22.00, con oltre 6 disegni ancora da ultimare, ben lungi dalla meta, lui si addormenta sulla sedia.
Zitto zitto completo le mie incombenze ma è ormai la prima ora del 15 Febbraio...
Si sveglia.
 
"Ti do una mano a piegare le piante... ho fatto il sonno del guerriero e adesso posso tirar di lungo fino a domani mattina!"
 
Ormai ho le visioni, mi gira la testa, sono stanco ,stufo, affumicato ma mentre lui si loda da solo di come sia ancora in grado di preparare i plichi (che vuol dire fare fotocopie e puntare dei fogli), io ultimo le stampe e mi levo dal PC.
Anche questa volta, e miracolosamente, ce l'ho fatta!
Lui sparisce un attimo e torna con un vasetto di miele dal quale toccia con le dita stile Orso Grizzly: "Vuoi?"
"no, no, ormai mi è passata la fame!" rispondo un po' schifato (perchè, ovviamente, non avevamo neppure mangiato, nè la sera, nè a mezzogorno!)
 
Sono le 2.00.
Lui se ne va nel suo ufficio!
Io rassetto un attimo, spengo le stampanti e le luci, mi infilo la giacca e faccio capolino nel suo ufficio.
Il CAPO è al PC.
Sul monitor una lunga serie di tettone, donnette in atteggiamenti ammiccanti, ramazze, pitoni, frutta e verdura varia...
Con una mano scorre con lo scroll e con l'altra imbeve le dita nel miele e le porta alla bocca... un siparietto niente male.
 
"Allora ciao! io vado.."
"Ciao e grazie - mi dice senza alzare lo sguardo dal monitor - casomai domani mattina riesci a venire un po' prima??"
 
E, dopo quasi 9 ore di straordinario, l'unica cosa che mi sa dire è questa?
Il suo solito atteggiamento da "prendo senza dare".
Però devo dire che tra tutte le sue donne, ha preferito me!
 
ormai siamo coppia di fatto.. BUON SAN VALENTINO!
postato da: taxxo alle ore 09:46 | link | commenti (14)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
martedì, 05 febbraio 2008

un INSOLITO alla solita!

carnevale

Il venerdì sera è deputato, da secoli, all'assemblea del SOLITO ALLA SOLITA, un "servizio" collaudatissimo:
- SMS alle 6.30 di mattina che ti chiede che pizza vuoi.
- Ritrovo non oltre le 20.30 a casa BERZOT.
- dove cazzo è finito il pizzaiolo? ci scommetti che se chiamo mi rispondono: "è appena partito!"?
- 4 chiacchiere, il VOV slovacco, la MILAN COLA, l'acqua del rubinetto.
- Si visionano, con dibattito e in rigida sequenza: Banana Sport, i Mostri di Striscia, un film di Stephen Segal o Zelig.
- Si promette di alzare il culo per raggiungere non so chi e non so dove
- Non si alza mai il culo e alle 23.15 / 23.30 tutti a casa che siam stanchi "perchè spostiamo la ghisa tutta la settimana"
 
E le varianti sono talmente poche e sporadiche che manco si contano.
 
Venerdì scorso, però, alle 22.00, arriva una telefonata.
Puntuale come le Tasse e la Morte ci può essere solo una chiamata dello SBAFINI (sempre assente alle pizzate del venerdì), perchè "se si dice una roba, BISOGNA FARLA" ed io me ne ero scordato, ma c'era la festa di carnevale: "Si era detto alle 22.00 al parcheggio! dove siete?"
 
Così, in un mix di entusiasmo e di rottura di coglioni da interruzione della routine, passiamo a prendere lo SBAF e andiamo alla festa.
 
La formazione è classica:
SBAFINI travestito da depresso con la sfregola del venerdì sera NON fine mese.
SPILLO tramutato in informatico con l'hobby del "le annuso tutte ma non tocco"
PIGNA con la solita "cartola" da ragazzo di una volta
TASSO camaleontico con sciarpa di lana al collo "se la lascio al guardaroba la perdo".
BERZOT declina perchè 12 euro son troppi per il suo mutuo.
 
Fila all'ingresso.
Fila al guardaroba.
Fila per consumare la consumazione obbligatoria.
Fila al cesso.
 
Esaurite le file ed esauriti i nervi per questi fine settimana che stressano di più di una settimana in miniera, iniziamo ad orientarci su quello che propone il locale.
Un puffo di 190 cm e relativa Puffetta, lo "specchio delle mie brame", le Occhi di gatto, una lettera postale e  francobollo in gommapiuma, i Flintstone, un paio di travestiti di cui uno con pizzetto, la Piratessa, Eva Kant, tante minigonne rasopelo, parecchi/troppi minorenni, parecchi/troppi ultra cinquantenni.
 
E Kelly delle Occhi di Gatto ci tira la sua carta facendoci l'occhiolino...
E un gruppo di sgallettate che saltella su ogni canzone ci rapisce lo SPILLO.
E Cappuccetto Rosso si avvinghia a PIGNA Lupo cattivo e si mettono a ballare in disparte.
 
A me resta da fare il baby sitter al solito SBAFINI sbuffante per il caldo, per il caos, per la musica.
Poi, ogni tanto, mi sparisce dalla vista perchè si acuccia per piegare le ginocchia e fare stretching... nel bel mezzo della sala da ballo!
 
"Vabbè SBAF, facciamo un giro!"
E parte il giro dell'oca (al termine saranno almeno 5) con tappe forzate, visto il caos, a fianco degli Scozzesi ("ma le porti le mutande?" la petulante ed unica domanda che ho sentito ripetere 60 volte in quei 2 minuti di sosta), poi dietro l'arabo, spalla a spalla al viados nero, faccia a faccia ad una tipa con la mascherina da "anonima con mascherina", evitiamo come la peste un trenino, ci abbarbichiamo al bancone del bar.
 
"Scusa?? mi potresti allacciare la stringa?" si sente picchiettare sulla spallona il nostro SBAFINI.
La piratessa stava per perdere il reggiseno o il corsetto o che cazzo ne so io, fatto sta che chiede alle sapienti mani del nostro Caro di rifare il fiocchetto perchè lei ha le mani occupate.
E lui, con un rigore reverenziale come se stesse operando al cuore un neonato, fronte imperlata da una lacrima di sudore, fa il lavoretto e alza una mano a mo' di saluto.
Vista la tensione nell'aria, mi veniva quasi da tamponargli la fronte come si fa in sala operatoria, ma la piratessa, ringraziato e compresa la coglionisia degli astanti, va a farsi stoccazzare da altri meno pudici e non meno sconosciuti!
Lo guardo con commiserazione e passo oltre, tanto è la solita storia.
 
Ci accucciamo in una posizione dove lo SBAF possa eseguire indisturbato i suoi esercizi ginnici e scrutiamo il PIGNA che balla fuori tempo e sempre uguale su qualsiasi base con Cappuccetto che ridacchia alle sue battute (che mi sarei voluto travestire da moscaper sentirle), lo SPILLO che beve il secondo beverone della serata spalla a spalla al clone di "G" ("non mischiamo la merda e la cioccolata! lei non è la clone di nessuno!!" - e io rispondo: "merda o cioccolata che sia, a te non ho MAI visto sbaffi in faccia!"); io mi giro e vedo lo SBAFINI intento in una danza sile Lago dei Cigni degna del Bolshoi.
"Uè Nureyev dei poveri.. senti muovere qualcosa?"
"Macchè, ho male alle ginocchia e faccio stretching!!"
 
Dopo questa siamo venuti a casa..
postato da: taxxo alle ore 12:43 | link | commenti (19)
categorie: racconti, personaggi, various, solito alla solita
martedì, 29 gennaio 2008

La MENSA dei miracoli..

mensa
Io sono in "cena aziendale" tutto l'anno.
TUTTI i giorni, TUTTA la mia ditta si riunisce in mensa tra le 13.30 e le 14.30.
Nella fattispecie, io e il mio CAPO.
Stranamente, le uniche "cene aziendali" che non facciamo MAI son proprio quelle di Natale!
Non parliamo di un posto di lavoro normale, ma come il mio credo ce ne siano tanti altri.
E la peculiarità di questi pranzi è l'incessante, frenetica, avvolgente, costante, inutile, ripetitiva e stordente parlantina del CAPO.
Qui iniziamo a scremare.
 
Lui è uno di quelli che quando tu sei li che ti carezzi i denti con l'apposito legnetto perchè hai finito il pasto, lui ancora deve grattugiare il formaggio sulla pasta, ormai fredda.
E mentre mangi, lui è di quelli che richiamano la tua attenzione con la pacchetta sulla spalla, il tocchetto al braccio.. è uno di quelli che mentre mangi esige che tu sia attento anche/solo alle sue farneticazioni inutili.
Ed ogni tanto sfila una penna dal taschino e fa schizzi sulla tovaglietta perchè gli è venuta in mente la pensata... ma di quelle tovagliette non ne abbiamo mai recuperata nessuna, sintomo che avrebbe fatto meglio a mangiare
Fondamentalmente ascolto chiacchiere di un 60enne che parla solo di lavoro (come per le restanti 11 ore assieme) e di hobby del cazzo verso i quali il suo mirato "finto entusiasmo" cerca di convogliare al consenso, approvazione, coinvolgimento (vedi la famigerata BARCA A VELA).
 
Qualche fornitore, in privata sede, mi chiama da anni L'ULTIMO DEI MOHICANI.. ma non è di questa mia malata dedizione verso questo lavoro (quale?) e questo uomo (il CAPO) che voglio parlare.
Parliamo invece della MENSA come luogo fine a se stesso.
 
Perchè la MENSA è veramente un luogo di ritrovo di umane genti che, molto più che in altri luoghi, si mostra per quello che è veramente a scapito dell'apparenza.
Così, se sono solo o se sono intento ad annuire come un bambolotto da cruscotto, tengo sempre un orecchio ai discorsi degli altri tavoli per captare interessanti dialoghi.
 
La MENSA non è mai avida di sorprese.
 
Per esempio ho ascoltato, in barba ai presunti sussurri degli attori, questo dialogo:
Coppia giovane, lui incravattato lei elegante sportiva.
Dopo un piccolo diverbio sul dove sedersi vinto, ovviamente, da LEI, LUI se ne va in bagno.
Al ritorno, LUI si siede e ficca una mano nel piatto delle patatine.
Lei sbotta: "Te le sei lavate le MANI???"
Lui: "NO, perchè non ci ho pisciato sopra! Ho solo preso in mano quello che tu prendi in bocca senza tante storie!!!"
Lei si zittisce, rossa in volto, biascicando qualcosa tra i denti.
 
Oppure, solo qualche giorno fa, un'altra coppia, stavolta un po' più datata e neppure troppo elegante, si esibisce in questo dialogo:
Lui, nell'inforchettare un maccherone, lo fa cadere dal piatto sul tavolo.
Incurante, se la riinfilza e se la caccia in bocca.
Lei: "Ma che fai! siamo al ristorante... e poi ste cose non si fanno... chissà chi.."
Lui: "Tu hai mai visto morire un gatto che mangia roba commestibile?"
Lei: "Ma cosa c'entra? .. vuoi fare il tuo numero come al solito?"
Lui: "Anche i cani... le bestie si leccano il culo, mangiano per terra e spesso sono avanzi! Secondo te se fossero cose disdicevoli come dici, le farebbero?"
Lei: "Sei sempre il solito.. fa mò te! stetra volta va a magner in d'la stala.." (la prossima volta va a mangiare nella stalla).
 
Alla luce di siparietti del genere, fuori dal tempo e dallo spazio, mi attendo che il giorno che sarà finito il pane si alzi un commensale, si tolga la tuta da imbianchino mostrando una candida tunica bianca e che si metta a moltiplicare le rosette e le crocette con la sola imposizione delle mani.
postato da: taxxo alle ore 10:13 | link | commenti (18)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
giovedì, 24 gennaio 2008

Per ogni "chiave" c'è la sua "toppa"!

sextrology

Mi passa per le mani un tomo dalle dimensioni immonde, copertina psichedelica che ricorda la carta da parati anni '70 e dal titolo accattivante: SEXTROLOGY.
In questo compendio astrologico, l'ennesimo, il solito, la vera novità riguarda la descrizione degli organi genitali catalogati per appartenenza zodiacale.
E, oltre a questo, sono ben illustrati i gusti sessuali, le preferenze a letto o le perversioni sulla lavatrice o nell'autolavaggio.
Questo è un breve compendio per i maschietti in cerca, o a verifica, di quello che si trovano o si troveranno davanti.
Per le signore, la parte dedicata e studiata per loro si trova qui.
 
ARIETE
Tette non grosse ma sode, capezzoli ben disegnati che si elevano vigorosi in caso di eccitazione.
Folto cespuglio, come fosse barba, tra le cosce con clitoride pronunciato.
Provoca senza concedersi e, come l'ariete maschio, esige prima di dare... se da!
 
TORO
Seni sodi, alti e distanti con misure da piccole a medie.
Monte di venere sporgente con peli morbidi e radi.
Abbondante la lubrificazione con un clitoride incredibilmente erettile.
Capezzoli non troppo sensibili.
Da il meglio di se nel soddisfare il partner e predilige star sotto e la fellatio.
 
GEMELLI
Parti basse strette e piatte.
Capezzoli molto sensibili per una donna tettuta e dal sedere generoso.
Essendo un fascio di nervi, si eccita facilmente e si presta ad ogni novità.
E' molto più mentale che fisica, preferisce "cavalcare" ma non pensa solo all'orgasmo.
 
CANCRO
Va fiera, più di ogni altra donna, della sua patatina che pettina con cura.
Soffre di insoddisfazione per il seno, qualunque sia la sua dimensione.
Essendo la personificazione degli istinti viscerali, è una donna che pratica il sesso senza tanti calcoli, ma è pure assai esigente.
Ammette pratiche degradanti per se stessa, senza troppi pudori.
 
LEONE
Seni perfetti e simmetrici, sedere muscoloso e importante.
Una soffice peluria nasconde una vagina dalle labbra ritirate con fessura ben nascosta.
Te la fa annusare per conquistarti provocatoria.
Ama i novellini, le lunghe maratone sessuali ed è smaccatamente gutturale nell'atto.
 
VERGINE
Culona dai peli pubici scuri, lucidi e lunghissimi, con patata color rubino dalle labbra pronunciate.
Capezzoli scuri in un corpo molto sensibile.
Non da il meglio di se nelle prime prestazioni, ha bisogno di fiducia e conoscenza del partner.
Col tempo, però, diventa un'instancabile macchina del sesso.
Predilige i lunghi preliminari.
 
BILANCIA
Molto proporzionata ma leggermente mascolina (pelurie, tratti sgarbati...).
Predilige anche lei prede giovani e non si scalda alla vista di maschioni irsuti e muscolosi.
A letto è molto accomodante ed assertiva.
Si assume la responsabilità del proprio piacere evitando pressioni sul partner.
Sbrigativa e risoluta, apprezza lunghi preliminari e rapidi ma selvaggi amplessi.
Adora la fellatio ritardando, come ricatto a suo piacimento, il godimento altrui.
 
SCORPIONE
Sensualità e sinuosità le caratteristiche di una donna che non disdegna di mostrarsi nuda senza tanti pudori o motivi.
"Arrizza-cazzi" per antonomasia che scopa più con la testa, provocando ed eccitando, rispetto che con gli orgai preposti.
Sperimentatrice, utilizza il sesso per secondi fini, non ammetendo di essere seconda a nessuna.
La migliore può pretendere ciò che vuole.
Fatica a raggiungere l'orgasmo.
 
SAGITTARIO
Seni piccoli, topina spelacchiata e timida, per una donna che ha una grande cura estetica.
Badando esclusivamente ai risultati, è fissata con l'orgasmo, il proprio, e non disdegna di prendere in mano le redini.
Ama essere elevata e non sottomessa, adora la "cavallina" e non va matta per il sesso orale, anzi.
Idealizza e sogna il rapporto, ma si ammoscia se nel concretizzarsi le fantasie non rispecchiano le oniriche fantasie.
 
CAPRICORNO
Seno abbondate e vita stretta.
Poco pelo a coronamento di una fessura poco pronunciata.
Non si sente in obbligo verso nessun "dovere coniugale", non ama la sottomissione o la costrizione.
Ama la routine approvata. E' rigida ma MAI frigida.
Ama i preliminari più dell'atto in se e, riuscendo a trattenersi e a ritardare, raggiunge orgasmi molto intensi.
 
ACQUARIO
Seni tondi, piccoli e sostenuti.
Sempre presenti dettagli infantili e una leggera goffaggine.
Chiede molto poco e odia le formalità.
Adora avere un'aria da puttana sexy anche se ha gusti semplici e nessuna pretesa personale.
Si prodiga nella soddisfazione del suo partner.
 
PESCI
Porcellanea, pudica, glabra, soda e minuta.
Donna difficilmente soddisfabile ma molto oggettiva nel sesso.
Ama assecondare il partner in ogni richiesta ma non è passionale e ogni cosa sembra lasciarla indifferente.
Non ama apparire per quello che realmente è ma ricerca la sottomissione e il "saccheggio" lascivo.
postato da: taxxo alle ore 09:32 | link | commenti (34)
categorie: recensioni, libri, astrologia, sondaggi, various
lunedì, 21 gennaio 2008

eravamo 4 amici al PUB

pub

4 trentenni in un PUB della bassa, in un qualsiasi giorno della settimana.
Tavolino in zona puzza di fritto, dieci menù più carta dei vini per poi prendere un succo alla pesca, una FANTA piccola ("ce l'avete del rubinetto??" ci prova sempre l'ARGO, pur di spendere il meno possibile), una Kilkenny media e una cocacolaghiacciolimone.
 
Come dimostra la comanda, 4 alcolizzati provinciali che affogano i dispiaceri e la monotonia della loro piatta vita in fiumi e fiumi di alcol.
Sottofondo musicale con selezione anni '70.
Nei monitor del locale, proiezione di partita di calcio del campionato scozzese.
 
SBAFINI - Certo che da quando non si può più fumare nei locali, è tutta un'altra musica... -
TASSO - A me sembra anni '70.. niente di nuovo -
 
ah ah ah ah (risata da morti di sonno ogni 2 battute come solo nei peggiori telefilm americani)
 
ARGO - Non ci sarà puzza di fumo, ma arrivi a casa che puzzi di fritto come un borlengo -
SPILLO - Cazzo.. mi sono scordato che questa sera inizia BENIGNI LEGGE DANTE... -
TASSO - Fai fatica ad addormentarti? -
SPILLO - BENIGNI è un genio... e solo i geni comprendono altri geni!! -
SBAFINI - Abbiamo sentito anche questa!!! comunque a me BENIGNI non interessa. -
 
Chi tiene lo sguardo basso nel bicchiere, chi naso all'aria a scorgere le prodezze di un terzino scozzese.
ARGO sguardo assente nel vuoto come sempre.
 
TASSO - cosa cazzo guardi ARGO? sei a caccia di sottane???? -
ARGO - Ma l'hai vista la cameriera? è proprio il mio tipo -
TASSO - appunto perchè l'ho vista preferisco la partita scozzese.. non vorrei pietrificarmi -
 
ah ah ah ah
 
SPILLO - SBAF, ho poi risolto quel problema con la CPU. Sono entrato nel BIOS, poi ho cercato nel registro... -
SBAFINI - te lo volevo proprio chiedere.. -
ARGO - anche stasera parliamo di lavoro??? ma vedete come siete ridotti sempre dietro quel computer.. parliamo ben di FIGA!!! -
TASSO - più che parlarne sarebbe meglio "lavorarne", troppa teoria fa male alla vista, vedi SPILLO che ormai è cieco per un occhio? -
SPILLO - intanto tengo l'organo in manutenzione per ogni evenienza.. non vorrei che mi si inceppasse proprio nel momento buono -
 
ah ah ah ah
 
ARGO - adesso dico qualcosa alla cameriera... dai SBAF, dammi una mano.. tu poi che hai quelle manone, sai che successo! -
SBAFINI - a me non interessa!! - e infila la faccia nella cocaghiacciolimone
ARGO - vabbè, mi arrangerò da solo.. comunque sto leggendo l'ultimo libro di MORELLI -
TASSO - TOTO' MORELLI di Bovino (FG)? e che racconta? è prorpio vero che ormai pubblicano cani e porci..-
ARGO - ma no!!!! MORELLI lo psicologo.. parla di EROS, coppia, amore.. -
SPILLO - ma che te ne fai che non ti tieni una donna neanche da Natale a Santo Stefano?? -
SBAFINI - guardate che fighe che sono entrate.. -
TASSO - cazzo.. gli occhi li ho pure io!!!! poi a te non interessava la cameriera ma sti due scorfani si? da quando hai la tessera del WWF? -
 
ah ah ah ah
 
ARGO - andiamo? si è fatta una certa.. -
SPILLO - se imparassimo ad uscire un po' prima invece che alle solite 22.30!! -
SBAFINI - raccolti i soldi? non è come al solito che i conti non tornano? -
TASSO - dai, aspettiamo che tra un po' finisce la partita -
ARGO - guarda che io domani "vado a spostare della ghisa", mica come te che non fai un cazzo tutto il giorno!! -
TASSO - e la cameriera.. non gli diaciamo niente? -
ARGO - non sono carico... ci voleva il NEGRONI invece ho preso la sprite -
SBAFINI - si, è meglio andare.. la musica forte mi da fastidio e per parlare devo urlare -
TASSO - SBAF, ma se non dici mai un cazzo!!! cos'è, ti è venuto un rigurgito di volontà a parlare proprio oggi? esatto, meglio se ce ne andiamo a letto, dopo questa! -
 
mini zuffa tra TASSO e SBAFINI.
 
TASSO - ma che manazze hai? sembrano due pale del pizzaiolo!!! dai, smettila di fare il fenomeno.. -
 
ore 23.15 tutti in macchina per il rientro.
 
ARGO - io la macchina l'ho presa anhe la scorsa settimana.. adesso per un po' bona.. la prende SPILLO che c'ha il bonus di ODER -
TASSO - che piagnina... -
SBAFINI - comunque c'era un tavolo di tre ragazze che ci hanno guardato tutta sera -
SPILLO - e lo dici adesso??? -
TASSO - SBAF, si vede che avevi una caccola che ti usciva dal naso!! -
 
ah ah ah ah
 
quanta allegrezza in queste serate del SOLITO ALLA SOLITA, un vero contagio di ilarità...
postato da: taxxo alle ore 10:03 | link | commenti (22)
categorie: racconti, personaggi, various, solito alla solita
mercoledì, 16 gennaio 2008

Una lotta impari.. una lotta tra poveri

chiocciola_big

Una delle grandi piaghe dell'epoca contemporanea è rappresentata da ".. ho un problema con la connessione internet.."
Ti svegli una mattina, gratti il culo davanti alla credenza, caffè e trancio di pizza fredda, sciacqui le ascelle, lavi la faccia con l'acqua fredda perchè non hai tempo per aspettare che si scaldi, trovi due stracci appoggiati ad una sedia che annusi sotto le ascelle, ti vesti poi ti fiondi nel traffico tra bestie come te.
Arrivi in ufficio, scansi i colleghi perchè non ne vuoi mezza, appoggi le tue robe alla scrivania e apri il programma di posta sul PC con monitor riccamente addobbato di POST-IT o foto di figli-nipoti-vacanze o cartoline con donne nude ammiccanti e vogliose che, quando a Cesenatico ci sei stato tu, non le hai viste neppure col binocolo.
 
Hai una gran smania di sapere se nella notte, tipo dalle 3 alle 6, qualcuno, incurante dell'ora delle streghe e del diavolo, ti ha mandato una mail...
Sei smanioso di sapere chi ti ha comentato il BLOG, vuoi sapere chi ha risposto ai tuoi brillanti commenti, quanti visitatori hai accumulato escludendo le tue 300 connessioni per vedere quanti visitatori hai accumulato, vuoi vedere chi è connesso, dove è stato, cosa ha detto ...
Ed invece, questa smaniosa ed ormai insostituibile abitudine quasi nevrotica ma essenziale, si infrange davanti ad un rettangolino grigio con scritto all'interno:
 
Impossibile connettersi al server. Account: '****', Server: '*****', Protocollo: POP3, Porta: 2000, Protezione (SSL): No, Errore socket: 10061, Numero di errore: 0x800CCC0E
 
Vabbè, ti infastidisci ma non ti rassegni perchè ogni tanto capita, ma ti accanisci sull' INVIA / RICEVI ottenendo sempre e solo la stessa risposta, una lunga ed estenuante sequenza di:
 
Impossibile connettersi al server. Account: '****', Server: '*****', Protocollo: POP3, Porta: 2000, Protezione (SSL): No, Errore socket: 10061, Numero di errore: 0x800CCC0E
 
Controlli il cavo di rete, vai nello sgabuzzino delle apparecchiature telefoniche a staccare, resettare, premere, sbattere, infamare, tutte le apparechiature ivi presenti ma il messaggio, dopo ogni tentativo, è il medesimo:
 
Impossibile connettersi al server. Account: '****', Server: '*****', Protocollo: POP3, Porta: 2000, Protezione (SSL): No, Errore socket: 10061, Numero di errore: 0x800CCC0E
 
Anche il browser internet non da segni di vita e ti rompono le palle perchè PROPRIO OGGI, dopo mesi di cazzeggio assoluto, deve arrivare una mail importantissima e devi spedire questo a quello, ricevere altro da altri e deve essere tutto pronto per questa sera.
Così ti rassegni a chiamare il CALL CENTER, un'altra piaga dell'epoca moderna.
 
Il numero lo cercheresti su internet, ma non funziona, così ti arrangi con l'elenco telefonico.
Ma ti accorgi che non ricordi più l'alfabeto.
E trovi un numero ma non è quello e dopo 10 minuti di attesa, ti rimpallano tra un PREMA 2, PREMA * per poi collegarti con un sardo che ti dice: "Lei dovvevva farre il nummerro del servizzio bissness sellezzionne 6, buonnasserra!"
 
E dopo altri 15 minuti ti parla un "tecnico" che ti dice che il problema è loro e che "ti manderà un tecnico per la sostituzione e la riprogrammazione entro un massimo di 48 ore"
 
Però le 48 ore a far FREECELL, PRATO FIORITO e ELIMINA TUTTO nel cestino passano senza che si veda l'ombra di nessuno.
Così insisti a chiamare il CALL CENTER dove stavolta ti risponde Simone che ti dice che ti assegna un altro tecnico perchè quello vecchio ha un guasto lungo in una zona distante.
 
E ti rimetti l'anima in pace con HEARTH e PINBALL non fosse che ti iniziano a rompere le palle con: "Ci scommettiamo che se telefonavo io avevamo già risolto?"
Così, come per sfida personale, chiami in viva voce e simuli una sterile incazzatura alla quale ti viene risposto dal Davide di turno che:
"Farete come a Faenza"
"Ok, ma noi siamo a Bologna.. poi un suo collega ci ha parlato di 48 ore che son passate almeno da 48 ore!"
E il Davide, sornione e pacato, nella sua stanzetta dei bottoni, ok sottopagato, ma pur sempre responsabile di quello che dice e fa per nome della sua ditta, risponde: "48 ore, se lei avesse letto il contratto, SONO LAVORATIVE, quindi parliamo di 6 giorni feriali, una settimana ed un giorno lineari! Per questo le ho detto che FARA' SENZA!"
 
Vabbè, muro di gomma.
E stabilisco l'ennesimo record con lo schema 24x30 con 100 bombe.
Ma del tecnico neppure l'ombra.
 
Allora richiamo e richiamo e richiamo..
E ogni volta Stefano o Mirko o Vanessa mi sfagiolano la loro verità:
 
"Si prenda un altro modem"
"Ma ha fatto la procedura corretta di reset?"
"Può provare a tener premuto il tasto verde finchè la lucina viola non si è spenta e nel mentre mi tiene premuta la levetta dietro l'apparecchio e mi fischietta la Marsigliese?"
"E' già la 18° volta che chiama, vuole che ci soffi sopra? E' un subappalto e noi non possiamo farci nulla!"
 
Poi, in una mattina con un po' più di sole, suonano alla porta: è il tecnico riparatore!
Non appartiene a ditte in subappalto ma veste il suo sgargiante rosso; viene con un apparecchio nuovo nuovo marchiato perchè non lo può sostituire con uno generico; inutile ogni procedura di ripristino dell'apparecchio vecchio perchè è rotto e lo sapevano anche dalla centrale e dal CALL CENTER.
 
Ad un certo punto lo vedo telefonare.
"Sai, devo ottenere il collegamento con la centrale per alcuni dati di programmazione... solo che pure io devo passare dal CALL CENTER!"
Dopo 2 ore il tecnico è riuscito a collegare i tre spinotti, impiegando 1 ora e tre quarti a trovare la linea col CALL CENTER!
 
Meglio fare i falegnami..
postato da: taxxo alle ore 14:14 | link | commenti (8)
categorie: racconti, lavoro
giovedì, 10 gennaio 2008

L'evoluzione lineare della DONNA

opposti

Quale accorto osservatore del genere umano e assiduo frequentatore del BLOG delle DF, nonchè, ma non si sa ancora per quanto, distratto ricercatore di una donna che mi svuoti la borsa del calcetto, l'esperienza e la noia delle vacanze natalizie mi hanno portato a fare alcune considerazioni.
 
Più che delle solite categorie femminili che servono ad inquadrare a grandissime linee quelle che la smollano facile, quelle che te la fanno solo annusare, quelle che si mettono il lupetto di lana anche a luglio pur di non mostrarsi troppo arrendevoli, ecc. ecc., vorrei avanzare una TEORIA LINEARE EVOLUTIVA DELLA DONNA.
Prima ancora che la fessacchiotta di turno se la tiri con la storia degli stereotipi o del "ma non è vero... devi mettere gli ANCHE, i SE, i MA e i PERO'", annuncio che lo studio è stato fatto su un gruppo di Donne medie con ricrescita del baffo a due settimane, frangetta mediamente untuosa, fianco largo, adoratrice del telefilm melenso e trasognante davanti alle vetrine del centro.
Il tutto con la collaborazione dei plastici del VESPA e delle statistiche del MANNHEIMER.
Lamentatevi con il loro bricolage..

E' COMUNQUE IL PERCORSO CATASTROFICO CHE, NON SI PUO' ESCLUDERE, QUALCUNA STA FACENDO, FARA' o HA GIA' FATTO
 
INFANZIA
Già i cartoni animati le insegnano che la vita non è tutta rose e fiori e mentre pettina le bambole o carica la Famiglia Cuore sul camper di Barbie per una giterella in salotto, si strugge con le drammatiche e assurde storie di Candy innamorata di un fratello, Lady Oscar mezzo femminiello, mezzo mascolino e tutta una serie di orfani e disgraziati da farti passare la voglia di essere venuta al mondo.
E l'infante è si una spugna, ma pure un libro ancora immacolato e si passa oltre.
 
ADOLESCENZA
Ormai tetta acerba munita, anni luce avanti al coetaneo maschio, dente di ferro, fronte unta e brufolosamente punteggiata, si strugge sulle pagine del CIOE', infarcisce il diario con "la sigaretta che lui ha buttato", parlotta con le amiche mostruosamente baffute per carpire il segreto del bacio alla francese.
Per questo ranocchio antropomorfo in via di assoluzione sono mille le aspettative, i sospiri, gli ideali ed è in questo periodo che si genera il sogno di un matrimonio studiato nei minimi dettagli, fino alla disposizione dei tavoli del rinfresco.
E, sempre in questi anni, ci sono i primi contatti del 4° tipo con quello "che fa già le superiori e mi viene a prendere in Vespa" e che quando si toglie il casco sfoggia un bulbo fluente fresco lavato con babyshampo Jhonson. Giochi di mani, giochi villani, lingue bavose e frettolosi sbrodolamenti accrescono esperienza e conoscenza verso l'ignoto, infarcendo le bollette telefoniche con ore di chiamate in TELESELEZIONE col ragazzetto conosciuto al mare in vacanza.
Quanti sospiri.
 
PRIMA MATURITA'
Qualche piccola delusione non intacca più di tanto l'ideale maturato in questi primi 15/20 anni perchè saranno i prossimi 6 o 7 a dare la mazzata finale o a decretare la vincitrice morale.
Ormai donna ripulita con dente perfetto e fronte asciutta ma già tendente all'effetto "culo a fisarmonica", è in questo periodo che si rafforzano i legami con lo "scialacqua in cose inutili ma carinissime" e fa la conoscenza del famigerato BIG, l'uomo/croce che ne segnerà l'esistenza.
Le più furbe e smaliziate "baceranno un fracco di ranocchi per svelarne un principe", ma anche questa scelta stilistica non sempre si rappresenterà efficace.
Quindi, alla soglia dei 30 anni, volenti o nolenti, si trovano al bivio di convivere (o continuare a farlo) con il LUI del momento rallentando l'evoluzione o spostando la successiva fase di qualche anno, oppure, vittime schiacciate dagli eventi, si troveranno piè pari nell'universo cinico e baro della DF.

In un ulteriore crocevia delle esistenze, alcune vedono una luce negli occhi di un disgraziato e gli proiettano addosso la responsabilità di diventare il compagno di una vita.
Qualche figlio dopo si accorgeranno che quel rapporto idilliaco alla soglia dei trenta, è scemato in routine a 35, affetto a 40, "ho mal di testa" a 43, "porti fuori almeno la spazzatura?" a 45 e via via di questo passo fichè morte o avvocati non li separino.
 
DF
Ogni donna single eterosessuale, di cultura medio elevata, se capita nell'omonimo blog, anche per puro spirito di appartenenza, si sente DF inside. Un incantesimo alla Jucas Casella.
La Diversamente Frigida è la donna che non ha più voglia di chiedere e che si è accorta che non si può pretendere nulla da chi non vuole dare.
La DF è l'evoluzione massima dell'emancipazione femminile che non dimentica, però, da dove viene: fornelli, scopettone e mattarello.
E' la donna che si è buttata nella carriera a seguito di delusioni sentimentali poi, accortasi che non ne vale la pena, riprende la via del contatto col sesso opposto. Ma si è così indurita di una scorza respingente le cazzate e i cazzatari che ormai si è rifiondata nell'adolescenza: il suo lui lo attende a cavalcioni di un cavallo bianco, in pantacalza e berretto azzurro. Tutto il resto non vale la pena.
Questo stato può durare parecchi anni, intervallato da sbalzi ormonali e concessioni fugaci alla natura dei sensi, ma l'evoluzione in forme superiori è puro miracolo!
 
DLF
La DLF (Dopo Lavoro Ferroviario) è la più ovvia evoluzione di una DF che protrae il suo status per una decina di anni.
Ormai rassegnata a tutto e tutti, avvilita e vittima di se stessa, ricercatrice di un ideale estinto con l'alba dell'uomo e fissato sulle pagine di riviste, libretti dell'amore o fugaci incontri di una notte di tanti anni prima, fa comunella con sue simili altrettanto ingrigite e si litiga fino sfinimento IL MOSCHETTIERE in una banale sessione del Mercante in fiera!
Le carte e il pettegolezzo frivolo (nei casi più gravi coadiuvati all'abuso di vino rosso Ronco - "Tot i dè!"), con deliranti racconti di un passato che fu, con l'elenco degli uomini che " mi hanno resa tale, maledetti!!", sono le uniche attività che contraddistinguono la sua esistenza.
Sono ottime ed acide zie che vengono compatite a vita da parenti e amici con frasi del tipo "sai, bisogna capirla, è la menopausa...!" anche se hanno appena superato la soglia dei 40.
In questa categoria rientrano anche quelle che hanno saltato piè pari la fase DF ma che si son trovate sole a seguito divorzi, separazioni, fughe.
 
MAC2 - LE CUPOLE
Chi arriva qui, in pieno pressing da orologio biologico con timer che segna ancora una manciata di secondi disponibili, spara gli ultimi colpi!
Il MAC2, simpaticamento definito l'INALCA, locale della bassa modenese, una vera e propria mostra di carni già frollate a volontà, raccoglie le gesta di quelle donne a caccia di un partito che le accompagni per la vecchiaia.
Queste sono vere e proprie sanguisughe sociali (nel senso che, pur di accalappiare qualcosa, succhierebbero di tutto) dimentiche di tutto il loro back ground sentimentale, che si vestono del motto montanaro "Guarda chi ti guarda e chiava", interpretando come "sguardo valido" anche un incerto scorrer di occhi alla Ben Turpin.
Parole d'ordine: trucco pesante, vestito discinto, profumo aggresivo e pestilenziale, doppi sensi come se piovesse, occhio ammiccante, dito provocatore a sfiorare le labbra bagnate da un cubetto di ghiaccio (mi piace l'immagine), si "tira su di tutto" dal 16enne all'80enne.
 
E' l'ultimo stadio della donna attiva mossa da istinti in questa ruota evolutiva che gira e che gira e che mai si fermerà.
postato da: taxxo alle ore 11:11 | link | commenti (25)
categorie: racconti, sondaggi